© 2009 Giovanni
Facebook, oltre lo svago una droga pericolosa
Riporto articolo trovato presso un blog che ritengo nella sua semplicità verissimo!
Facebook è una droga, e la droga di tutti quelli seduti attorno a quel cerchio… Facebook ti obbliga ad accedere alla tua pagina ogni maledettissimo giorno, favebook ti porta a aggiornare il tuo mood o il tuo status anche cinque o sei volte al giorno, Facebook non ti permette neppure di chiudere la tua home page personale, semmai ti concede di ridurre la finestra ad icona ma quella voglia di farsi gli affari degli altri ti prende e tac… anzi click stai già sbirciando la pagina di qualcun altro o stai facendo qualche stupido test per capire quale poeta del novecento ti assomiglia di più, o che so stai aggiungendo amici di amici. . . cosi sei più figo . . . . Ogni giorno prendo la mia bella lista e cerco vecchi amici, vecchi compagni di classe, vecchi conoscenti… lo faccio tutti i giorni… non si sa mai magari qualcuno si è iscritto proprio pochi minuti fa… a volte mi va bene… a volte è un fallimento … ma non mi rassegno eh… ci riprovo il giorno dopo … un vero e proprio circolo vizioso.
Per chi non fosse ancora iscritto, diffidate da chi vi dice “Iscriviti è carino” è un facebook addicted e vuole solo il vostro male… Lasciate ogni speranza oh voi che entrate, facebook si impadronirà della vostra vita e anche voi farete partie della mia immagine in cerchio.
via|italianbloggers.it
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Ma scherzi a parte la cosa può essere più seria di quanto si creda, e ci sta chi già se ne sta occupando dal punto di vista clinico-ospedaliero, leggere per credere:
Si chiama Internet Addiction Disorder ed è l’ultima patologia messa a fuoco dal Policlinico Gemelli a Roma. Tanto grave da consigliare l’immediata apertura di un ambulatorio specializzato e dedicato al pronto intervento per curare gli ammalati. Che sono persone apparentemente normali, ma che trascorrono intere giornate intrappolate nella Rete, in Internet, tra chat, Facebook, Windows Live e social network vari, fino a perdere la percezione del tempo e dello spazio e finendo con l’entrare in un girone psicopatologico molto simile a quello dei tossicodipendenti in crisi di astinenza con ansia, depressione e terrore di perdere il controllo di sé. La sindrome da dipendenza da Internet, identificata per la prima volta nel 1995 dallo psichiatra americano Ivan Goldberg, colpisce sempre più persone nel mondo, tante che oggi anche in Italia, secondo lo psichiatra Federico Tonioni, coordinatore dell’ambulatorio al Gemelli (tel. 06/30.15.41.22) «almeno due iscritti a Facebook su 10 ne sono dipendenti mentre, secondo uno studio dell’università di Perugia, su 10 persone quattro possono sviluppare abusi o dipendenza da internet, la maggior parte delle volte inconsapevolmente». «Si potrebbe dire – sottolinea Tonioni – che questo tipo di patologie di dipendenza da Internet si stia diffondendo a livello epidemico. Sono sempre più frequenti i casi di impiegati interdetti dalla Rete perchè connessi soprattutto ai social network, in particolare Facebook. E sei aziende su 10 in Italia hanno introdotto limitazioni alla rete internet aziendale». L’ambulatorio è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 13,30 e l’intervento procede in tre fasi: un colloquio iniziale, incontri successivi per individuare la psicopatologia sottostante – eventualmente combattuta con un’appropriata terapia farmacologia – e l’inserimento progressivo in gruppi di riabilitazione. Una terapia per tornare alla realtà e uscire dal giro, a volte “tossico”, del mondo virtuale.